L’osteopatia e i dolori di spalla

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spallaL’articolazione della spalla è composta da omero scapola e clavicola, si raccorda in due articolazioni fondamentali: la gleno-omerale e l’acromion-claveare.

Queste articolazioni, racchiuse da capsule fibrose, sono stabilizzate da un apparato legamentoso e muscolare assai complesso che garantisce alla spalla un ampio raggio di movimento nello spazio ed una potente e sicura leva articolare. Il complesso muscolare, che consente la rotazione del braccio e la sua elevazione, è indicata come cuffia dei rotatori, cui è sinergico il muscolo deltoide.

Quasi tutte le patologie della spalla si sviluppano infatti a partire da disguidi meccanici delle articolazioni per cui l’Osteopatia costituisce un rimedio di prima scelta: la percentuale di successo è molto alta.

Le problematiche di disturbi alle spalla possono essere:muscoli-spalla

  • da sovraccarico funzionale (sollecitazione articolare e/o muscolare abnorme e/o eccessivamente ripetuta)
  • traumatiche (cadute o colpi diretti)
  • riflesso (di origine viscerale)

Osteopatia

Da un punto di vista osteopatico per prima cosa si analizza la spalla controllando la mobilità delle singole articolazioni, lo stato di contrattura dei singoli muscoli, lo scorrimento dei tendini e l’elasticità delle fasce.

Se sono presenti problemi dinamici localmente si interviene con tecniche dirette, si ristabilisce la mobilità fisiologica dell’articolazione e si risolve il problema in breve tempo.

Tuttavia statisticamente il problema principale non risiede mai nella spalla, bisogna ricercare in periferia.

  • Tratto cervicale: le disfunzioni della colonna cervicale hanno ripercussioni piuttosto dirette sulla spalla, soprattutto attraverso la fascia cervicale media che contrae rapporti intimi con il cingolo scapolare. In questo caso si interviene sul tratto cervicale, sia a livello vertebrale che muscolo-fasciale: l’intervento osteopatico a livello del collo è sempre molto blando e non traumatico; in ogni caso è indispensabile lavorare a questo livello se da qui parte il problema.
  • Cavità orale: il pavimento buccale, la lingua e la zona ioidea sono connessi direttamente alla scapola attraverso l’intermediazione del muscolo omoioideo. Disfunzioni osteopatiche di queste strutture creano limitazioni alla libertà articolare dell’articolazione scapolo omerale. Le disfunzioni di queste parti sono assolutamente trattabili dall’Osteopatia con tecniche dirette e fasciali.
  • Diaframma e visceri: le disfunzioni osteopatiche del diaframma, il muscolo della respirazione, possono dare dolori profondi alla spalla soprattutto per via riflessa attraverso l’intermediazione del nervo frenico. L’Osteopatia dispone di tecniche per risolvere i problemi del diaframma, degli organi sottodiaframmatici e del mediastino allo scopo di riequilibrare, oltre al diaframma, la porzione viscerale sopra e sotto diaframmatica.
  • Bacino: l’osso dell’anca (l’osso del bacino) può, attraverso il muscolo grande dorsale, creare problemi di mobilità all’omero (l’osso del braccio) dando una componente di trazione verso il basso e portandolo fuori asse rispetto alla glena omerale, dove si articola. In questo caso è necessario riequilibrare il bacino.
  • Problemi cranio sacrali: frequentemente le disfunzioni della base del cranio o del sacro danno una componente funzionale a livello della spalla. In questo caso è necessario riequilibrare il sistema cranio sacrale. Non bisogna mai sottovalutare la componente cranio sacrale: è bene ricordare che la funzionalità di questo sistema, benché basata su una mobilità minima, dà gravi ripercussioni sulla dinamica delle grandi articolazioni.spalla1

Questo tipo di approccio può sembrare un po’ strano o “alternativo” poiché generalmente quando si presenta un problema alla spalla, si cerca di curare la spalla.

Tuttavia l’esperienza dimostra che un trattamento diretto solo e unicamente alla spalla non dia praticamente mai risultati, neanche a breve termine.

L’unico modo di affrontare e risolvere stabilmente la situazione è di lavorare, oltre che sull’articolazione, anche e soprattutto sulla sua periferia: l’Osteopatia lavora appunto seguendo questa linea metodica.

Non si escludono terapie locali dirette in caso di emergenza ma è bene capire che esse possono costituire solo un rimedio palliativo; per risolvere stabilmente il problema è necessario risalire alle cause primarie e risolverle.

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