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Il diabete: domande e risposte

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Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. E’ una malattia cronica, generalmente caratterizzata dalla presenza di iperglicemia (livelli di glucosio nel sangue piuttosto elevati). Essa è causata da un difetto assoluto o relativo di insulina, ormone secreto dalle insule di Langherhans del pancreas ed indispensabile per il metabolismo degli zuccheri.

Ma che cos’è l’insulina?
È un ormone prodotto da pancreas che consente l’ingresso del glucosio nelle cellule e il suo utilizzo come fonte energetica. Quando, dunque, questo meccanismo “ si inceppa” il glucosio va ad accumularsi nel circolo sanguigno.

Quante sono le persone nel mondo che soffrono di questa patologia?
Purtroppo oggi, i dati sulla diffusione della patologia sono allarmanti: la International Diabetes Federation ha rilevato che almeno 151 milioni di persone nel mondo soffrono di diabete. Si tratta di un numero superiore alla somma complessiva delle popolazioni dell’Argentina, Australia, Sud Africa, Arabia Saudita e Spagna messe insieme. Ma non è tutto: in base anche agli studi effettuati dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) il numero delle persone affette da diabete è in continuo aumento. Per questo le organizzazioni ad esso legate, raccomandano di adottare uno stile di vita corretto per “provare” a prevenirlo, tramite campagne pubblicitarie, informazioni e iniziative.

In cosa consiste il diabete e quali sono gli accorgimenti e le cure per contenerlo?
Esistono due tipi di diabete: tipo 1 e 2. Il tipo 1, riguarda circa il 10% delle persone “colpite” e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. In questo caso il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e occorre fare questo per tutta la vita. Tuttavia la velocità di distruzione delle ß-cellule è, comunque, piuttosto variabile, per cui l’insorgenza della malattia può avvenire rapidamente in alcune persone, solitamente nei bambini e negli adolescenti, e più lentamente negli adulti (in questi rari casi si parla di una forma particolare, detta LADA: Late Autommune Diabetes in Adults).

Quali sono le cause di questa patologia?
Attualmente sono ancora sconosciute ma ciò che lo caratterizza è la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro antigeni presenti a livello delle cellule che producono insulina. Questo danno, che il sistema immunitario “induce” nei confronti delle cellule che producono insulina, potrebbe essere legato a fattori ambientali (tra i quali, sono stati chiamati in causa fattori dietetici) oppure a fattori genetici, individuati in una generica predisposizione a reagire contro fenomeni esterni, tra cui virus e batteri. Questa alterata risposta immunitaria causa una progressiva distruzione delle cellule ß, per cui l’insulina non può più essere prodotta e si scatena così la malattia diabetica. Infatti il diabete di tipo 1, viene classificato tra le malattie cosiddette “autoimmuni”, cioè dovute a una reazione immunitaria diretta contro l’organismo stesso. Il diabete di tipo 2, invece, rappresenta la forma “più comune” e si registra nel 90% dei casi. Anche in questa situazione non si conosce la causa scatenante ma solo che la patologia si manifesta dopo i 30-40 anni. I fattori di rischio conosciuti sono essenzialmente legati alla familiarità per diabete, allo scarso esercizio fisico, al sovrappeso e all’appartenenza ad alcune etnie. Riguardo la familiarità, circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha parenti di primo grado (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia, mentre nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%, suggerendo una forte componente ereditaria per questo tipo di diabete.

Quali sono i segni e i sintomi del diabete?
L’insorgenza della sintomatologia dipende dal tipo di diabete. Nel caso del diabete tipo 1 di solito si assiste a un esordio acuto, spesso in relazione a un episodio febbrile, con sete (polidipsia), aumentata quantità di urine (poliuria), sensazione si stanchezza (astenia), perdita di peso, pelle secca, aumentata frequenza di infezioni. Nel diabete tipo 2, invece, la sintomatologia è più sfumata e solitamente non consente una diagnosi rapida, per cui spesso la glicemia è elevata ma senza i segni clinici del diabete tipo 1.

Quali possono essere le eventuali complicazioni della malattia?
Il diabete può determinare complicanze acute o croniche. Le complicanze acute sono più frequenti nel diabete tipo 1 e sono in relazione alla pressoché totale carenza di insulina. In questi casi il paziente può andare incontro a coma chetoacidosico, dovuto ad accumulo di prodotti del metabolismo alterato, i chetoni, che causano perdita di coscienza, disidratazione e gravi alterazioni ematiche. Nel diabete tipo 2 le complicanze acute sono piuttosto rare, mentre sono molto frequenti le complicanze croniche che riguardano diversi organi e tessuti, tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi periferici. Ecco i principali “danni” riscontrati a carico dell’organismo:
1) retinopatia diabetica, con perdita delle facoltà visive
2) malattie cardiovascolari con fattore di rischio da 2 a 4 volte maggiore
3) neuropatia diabetica che può causare perdita di sensibilità e dolore agli arti
4) Piede diabetico: le modificazioni della struttura dei vasi sanguigni e dei nervi possono causare ulcerazioni e problemi a livello degli arti inferiori, soprattutto del piede, a causa dei carichi che sopporta. Questo può rendere necessaria l’amputazione degli arti (in casi gravi).

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In che modo si può attuare una corretta prevenzione?
Innanzitutto occorre dire che per prevenire il diabete la dieta e l’attività fisica (basta mezz’ora al giorno ma va esercitata con costanza), sono più efficaci dei farmaci. Infatti i pazienti che hanno seguito questi accorgimenti, hanno potuto riscontrare nel 58% dei casi, una riduzione della possibilità di insorgenza per quanto riguarda il diabete di tipo 2. Non è necessario, dunque, aspettare che una persona sviluppi una forma conclamata di diabete per iniziare il trattamento. La prevenzione è possibile ed è alla portata di tutti. Ma richiede una scrupolosa osservazione di questi accorgimenti. Attenzione poi alla caffeina perché riduce sensibilmente l’azione dell’insulina e aumenta gli acidi grassi circolanti, e può quindi “sollecitare” l’avvio della malattia. Infine la dieta: attenzione a ciò che si mangia, evitare grassi, fritti e cibi molto conditi, prediligere invece una dieta sana e possibilmente ricca di legumi. In questo modo il rischio di ammalarsi di diabete viene notevolmente ridotto e con esso l’eventuale insorgenza di malattie cardiovascolari e ipertensione.

 

 

fonte: benessere.com

2 commenti

  1. Salve Dottore, l’osteopatia può aiutare nella cura del diabete? Oltre ai consigli da lei citati nell’articolo, vorrei sapere se il piede diabetico può essere combattuto oltre con le creme idratanti, come può essere Dexeryl, anche con l’osteopatia. Grazie mille per la sua cortesia

    • Salve Fernando, purtroppo la risposta alla sua domanda è no, poichè l’osteopatia non ha il potere di agire sullo sviluppo del diabete e sulle condizioni che esso può provocare. Si dovrebbe rivolgere ad un diabetologo e un podologo che la possono aiutare ad affrontare questo suo problema.
      Spero di esserle stata d’aiuto.
      Cordiali Saluti

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